forza italia piombino

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• Monday 28 July 2008 - http://governoberlusconi.it

qui di seguito alcuni degli articoli più interessanti:

°Cancellazione ICI prima casa

Dopo 16 anni scompare l'Imposta comunale sugli immobili relativamente alla prima casa e alle sue pertinenze

Questa tassa locale, nata nel 1992 come imposta straordinaria, abitazioniè divenuta successivamente un tributo permanente sulle abitazioni.

Il governo Berlusconi, nella prima riunione del consiglio dei ministri, ha deciso che:

  • da giugno 2008 non deve più essere pagata l'imposta comunale sulla prima casa, ossia l'immobile adibito ad abitazione principale;
  • l'esclusione non riguarda invece quegli immobili di lusso adibiti ad abitazione principale ma compresi nella categoria (categoria catastale A1, A8 e A9). Per le abitazioni di lusso si continuano comunque ad applicare le detrazioni vigenti.

Costi

Il costo dell'operazione è 2,5 miliardi di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009, e 2010; a decorrere dall'anno 2011 si provvederà con la legge finanziaria.

Abitazione principale

L'«abitazione principale», sulla quale non si deve più pagare l'Ici, è la casa dove il contribuente ha la residenza anagrafica. Si può comunque provare di avere la dimora abituale in un immobile diverso da quello in cui si ha la residenza anagrafica e ottenere il beneficio su quell'abitazione.

L'esenzione Ici vale anche per i box

I proprietari non dovranno più pagare l'imposta anche sulle pertinenze (come box, garage, cantine) dell'abitazione principale. Le pertinenze sono però esenti nei limiti tabiliti nei regolamenti comunali.

Abitazioni "assimilate"

Vi sono anche altre abitazioni «assimilate» a quella principale per cui vale l'esenzione Ici. Si tratta degli immobili ai quali il Comune ha deciso di estendere i benefici previsti per le abitazioni principali, ai fini dell'aliquota agevolata o anche della detrazione. L'assimilazione deve però essere contenuta nel regolamento comunale, in vigore al 29 maggio scorso. Un caso tipico di assimilazione è quello dell'abitazione concessa in uso gratuito ai parenti.

Gli eredi

Se uno dei coniuge viene a mancare, all'altro spetta il diritto di abitazione sulla casa che costituiva abitazione della famiglia. Finché il coniuge superstite continua a vivere nella casa ereditata, è lui l'unico soggetto passivo dell'imposta che, in base alla nuova esenzione, non dovrà pagare. Né dovranno versarla gli altri eredi, che si trovano in una situazione analoga a quella del nudo proprietario.

I residenti all'estero

Gli immobili posseduti dai cittadini italiani che risiedono all'estero sono esclusi dal beneficio. Anche in questo caso, però, se il regolamento comunale li assimila all'abitazione principale, neanche su questi immobili si dovrà pagare l'Ici.


 

°Robin tax: chi colpisce e come

...

Il costo della Robin Tax non ricadrà sui cittadini

Tremonti ha assicurato che i consumatori non si accolleranno l'onere della tassa. Per questo motivo l'Autorità per l'Energia è stata incaricata di vigilare sui bilanci delle imprese del settore energetico, che si è già attivata per richiedere alle aziende bilanci e informazioni sui margini per poter procedere alle analisi e ai controlli necessari a rilevare eventuali manovre scorrette.

"Non abbiamo nessuna intenzione di scaricare la Robin Tax sui consumatori – ha detto Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, a margine della Relazione dell'Autorità per l'Energia - la Robin Tax sarà a carico dei nostri azionisti e sarà portata a deduzione degli utili". Il manager ha spiegato che l'inasprimento fiscale, sommato al contributo volontario di 200 milioni di euro che Eni verserà al Fondo di solidarietà istituito dalla Finanziaria per finanziare la social card, peserà sui conti del gruppo per un ammontare "ben inferiore ai 500 milioni di euro".

''Sulla Robin tax ha ragione Tremonti''. Così Luigi Angeletti, segretario generale della Uil. ''Se non si possono tassare le banche, le compagnie petrolifere, le assicurazioni, non si può tassare nessuna impresa, perchè qualunque impresa ha la possibilità di trasferire i costi derivanti da maggiori tassi sui consumatori. Il risultati finale è che gli unici che si possono tassare sono operai ed impiegati. Mi sembra ineccepibile questa argomentazione''...


°Campania. La battaglia dei rifiuti è vinta

......

foto: Silvio Berlusconi ad AcerraIl risultato è stato raggiunto con un lavoro immane che ha visto impegnati in prima linea il presidente del Consiglio, il sottosegretario Bertolaso e il generale Giannini, comandante dei militari impiegati per rendere più visibile ed efficace il ritorno dello Stato.

L'attenzione del grande pubblico si concentra su Napoli, ma per comprendere la complessità del problema bisogna ricordare che ben 511 comuni della Campania sono stati interessati dall'emergenza. In questi centri si producono circa 7.200 tonnellate di rifiuti al giorno: uscire dall'emergenza ha comportato raccogliere e avviare a smaltimento la produzione quotidiana di monnezza insieme con le migliaia e migliaia di altre tonnellate accumulatesi nelle vie dell'ex capitale e di tanti altri centri. Ebbene, in due mesi questo risultato è stato raggiunto, con una pianificazione meticolosa degli orari e dei percorsi di raccolta in centinaia di comuni.

Sono state attivate le discariche possibili e necessarie, parte dell'immondizia è stata avviata in Germania (520 tonnellate al giorno), parte è stata pretrattata e avviata agli impianti di termovalorizzazione di altre regioni. Il governo ha avuto la capacità di creare uno spirito di solidarietà che ha prevalso su incomprensioni e contrasti pregressi.

cassonettiLo sforzo eccezionale proseguirà. Con le discariche e i trasferimenti fuori regione si potrà andare avanti per qualche tempo, ma intanto bisognerà realizzare misure concrete perché non si ricrei lo scarto negativo fra rifiuti prodotti e rifiuti smaltiti. Si punta sui termovalorizzatori (presto entrerà in funzione quello di Acerra) e sulla raccolta differenziata, già avviata nei comuni dove non era praticata.

Le terribili immagini di Napoli trasformata in una discarica a cielo aperto non dovranno rivedersi, mai più....

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• Friday 13 June 2008 - Ici abolita. Scatta la rappresaglia

Inviato in potere sinistro
di Graziano Girotti

La sinistra ha ufficialmente aperto la campagna di disinformazione per mettere in cattiva luce l’abolizione dell’Ici decisa dal nuovo governo. Esattamente come tre anni fa quando il Berlusconi III aveva bloccato i trasferimenti dallo Stato agli enti locali e sul territorio venne attuato un tam tam mediatico ossessivo e continuo: ci fu addirittura qualche amministratore che accusò il centrodestra di impedire ai Comuni di garantire alcuni servizi essenziali come l’assistenza agli indigenti. Ora siamo su quella strada. Magari i toni non sono accesi come allora, ma solo perché Veltroni è buono dalla nascita. La sostanza, tuttavia, non cambia. Nelle settimane scorse è stato l’assessore al Bilancio di Bologna, Paola Bottoni, a dare il via alle danze. “Se il 16 giugno (cioè fra quattro giorni ndr) il governo non provvederà al trasferimento ai Comuni – ha dichiarato -, tutte le amministrazioni saranno in difficoltà di cassa, quindi di liquidità per i pagamenti. E ciò significa aprire un problema con i fornitori e i creditori”. La sostanza del ragionamento della Bottoni è comprensibile anche a un ragazzo di terza media.
Se il centrodestra ci toglie l’Ici e non ci dà altri soldi, inveisce, noi ci facciamo di nebbia con chi dobbiamo pagare a nostra volta. Che la manovra puzzi di rappresaglia lontano un miglio, è chiaro come il sole. Qui si tratta di tornare in trincea e riprendere a sparare contro Berlusconi e i suoi accoliti che si sono messi nella testa di dare un po’ di fiato agli esausti portafogli delle famiglie italiane. Eliminando, per di più, una delle tasse più odiose: quella sulla prima casa. La quale, proprio perché è la prima, non dovrebbe essere bastonata dalle imposte. Tra l’altro la minaccia dell’assessore non si fa mancare nulla, neppure qualche sfumatura ridicola. Provate a parlare con qualunque fornitore di un qualunque ente pubblico e ascoltate la sua prima lamentela: novanta volte su cento è proprio sui tempi di pagamento, puntualmente eterni. Quando va bene. E visto che la Bottoni aveva sparato altro, in provincia non ci hanno pensato due volte a seguirne la strada. “A Granarolo – ha spiegato l’omologo della Bottoni senza arrossire – per recuperare i 700.000 euro dell’Ici bisognerà chiudere due sezioni dell’asilo”. Ma c’è anche chi se l’è presa con l’Anci, l’associazione dei Comuni, incolpandola di non difendere gli interessi dei centri più piccoli. Valerio Toselli, sindaco di Sala Bolognese, ha proposto di cancellarla. Buona idea: magari si potrebbe recuperare qualche soldo letteralmente gettato dalla finestra. Sarebbe ora che i primi cittadini si abituassero a fare “pulizia” in casa propria invece che pretendere sia sempre lo Stato-mamma a risolvere i problemi locali.
Intanto la campagna di disinformazione procede. Il comitato economia e finanza del Pd ha scritto che “il decreto fiscale del governo Berlusconi blocca più di tre miliardi di investimenti che l’Inail avrebbe dovuto realizzare entro il 2011 e in Emilia-Romagna mette a serio rischio gli 80 milioni di euro stanziati per la realizzazione delle residenze per gli studenti della struttura Asl di Bologna sud”. Della serie: non ci facciamo mancare nulla. E potevate pensare che il governatore Vasco Errani non partecipasse alla fiera delle riflessioni preoccupate? No, che non potevate. Ovviamente si è infilato dove gli ha fatto più comodo. Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie, nei giorni scorsi andava dicendo che i treni locali erano a rischio perché lo Stato e le Regioni non pagano il dovuto. Di fronte alla furia dei pendolari, Errani ha scansato l’accusa affermando che il taglio dell’Ici ruba fondi anche al trasporto locale. Ti pareva.
http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=118&id_art=4810&aa=2008
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• Friday 13 June 2008 - Consulenti pubblici: sul web tutti i compensi

Andrea Indini

Roma - Prosegue l’operazione-trasparenza nella pubblica amministrazione avviata dal governo. Dopo la pubblicazione degli stipendi e dei dati sull’assenteismo dei dirigenti pubblici, sul web arrivano i dati sulle consulenze e le collaborazioni esterne ammontate, nel solo 2006, ad oltre 1,3 miliardi di euro.

Le superconsulenze "Sono dati che si commentano da soli", è stato il lapidario commento del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, che dopo aver usato parole pesanti contro gli impiegati-fannulloni insiste nel suo programma trasparenza. Secondo quanto pubblicato ieri sera sul sito del ministero, nel 2006 la pubblica amministrazione ha speso per retribuire le oltre 250mila tra consulenze e collaborazioni esterne ben 1,323 miliardi di euro. Di queste, 396 (che rappresentano appena lo 0,16% del totale) sono state vere e proprie superconsulenze, remunerate con oltre 100mila euro l’anno. Per la maggior parte (96.719 consulenze, pari al 38,39%) è stato riconosciuto un compensato con parcelle tra i 500 e i 2500 euro l’anno.

Un peso insostenibile Sulla pubblicazione dei dati sulle consulenze "non voglio dire altro", renderli noti "è previsto per legge". Il ministro Brunetta parla, invece, in generale del suo impegno contro le inefficienze della pubblica amministrazione: "Quando ho cominciato la mia battaglia contro i fannulloni, e più in generale contro tutto quello che non funziona come dovrebbe, da economista ho spiegato che il paese non può permettersi questo peso". In un contesto europeo, "con la moneta unica e libera concorrenza tra banche e aziende", per il ministro "quello della burocrazia è un peso insostenibile". "Basta pensare che se avessimo la stessa efficienza della Pubblica Amministrazione di alcuni paesi del Nord Europa la crescita del Pil potrebbe aumentare del 30%", passare per esempio "da un +1% l’anno al +1,30%".

Il confronto con i sindacati Si è, quindi, soffermato sulla difficoltà del confronto con le organizzazioni sindacali. "Non posso, per esempio, fare riunioni di ore e ore per discutere di meccanismi premiali nell’ambito di un prodotto, la Pubblica Amministrazione, che stavo per dire che fa schifo, da ministro non posso dirlo, diciamo che non è certamente apprezzata", spiega Brunetta dicendo che i suoi "clienti sono i cittadini". Ed è con i cittadini che vuole un confronto. "Se poi qualcuno tirerà fuori uno sciopero generale - aggiunge il ministro - io spiegherò ai cittadini che quel sindacato è contro di loro, e poi vedremo cosa succede". Da "so******ta in Forza Italia" Brunetta dice di "amare il sindacato". E rivela: "Guardo con amarezza a questi problemi. Tutto questo fa male al paese".

Il malcontento dei cittadini Per il ministro della funzione pubblica "il grande consenso manifestato dall’opinione pubblica" alle sue prime mosse per una maggiore efficienza della Pubblica Amministrazione "è dovuto anche al fatto che la gente ha le scatole piene di un sindacato conservatore". E aggiunge: "Ne ho le scatole piene. Il paese non ne può più di un sindacato conservatore così come è anche vero che non ne può più della casta della politica". D'altra parte Brunetta ne è certo: "O il sindacato cambia o è destinato a sparire: le relazioni sindacali hanno bisogno di un sindacato forte ma non di un sindacato conservatore. C’è uno spazio enorme per un sindacato diverso".

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=268754

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• Friday 13 June 2008 - Intercettazioni, via libera sulla corruzione

Gian Maria De Francesco

Roma - Lega e Pdl hanno raggiunto l’accordo e il ddl sulle intercettazioni preparato dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, si appresta a un tranquillo varo nel corso dell’odierno Consiglio dei ministri.

Il vertice di ieri a Palazzo Grazioli, infatti, è riuscito a limare le piccole divergenze relative all’utilizzo di questo metodo di indagine anche per particolari tipi di reati che prevedono pene inferiori a dieci anni. In particolare, quelli contro la pubblica amministrazione come corruzione e concussione. In questi casi si potrà continuare ad indagare intercettando le utenze sospette così come richiesto dagli esponenti del Carroccio, Bossi in testa.

In più si potrà proseguire l’utilizzo di questo mezzo di investigazione per i reati più gravi, come la pedofilia e lo stalking. Il provvedimento dovrebbe inoltre contenere una norma transitoria per assicurare la continuazione dei processi in corso.

Una delle parti più rilevanti del disegno di legge è rappresentata dall’inasprimento delle sanzioni per coloro che divulgano i contenuti delle intercettazioni. La norma punta, infatti, a riformare due articoli del codice penale: il 617 e il 684. Con il primo si vuole colpire chi «prende diretta cognizione degli atti del procedimento penale coperti da segreto» e la punizione sarebbe quella che venne prevista nel ddl Mastella: da 1 a 3 anni di carcere. Con il secondo invece si intende punire coloro che pubblicano gli atti: la sanzione passerebbe da 30 giorni di carcere a 3 anni. E aumenterebbe anche l’ammenda: da un massimo di 258 a 1.000 euro. Su entrambe le misure sono ancora in corso discussioni e l’uso del condizionale è d’obbligo.

«Ci sarà un inasprimento delle pene ma non è stato stabilito nulla e deciderà il Consiglio dei ministri», ha spiegato Niccolò Ghedini (Pdl), aggiungendo che comunque ci sarà una differenza nella sanzione «tra i pubblici ufficiali che diffondono le intercettazioni e chi le pubblica, nessuno vuole mettere in carcere i giornalisti». La detenzione, ha precisato, «si può irrogare nei casi più gravi ed eclatanti, in alternativa all’ammenda. E nei confronti di magistrati e pubblici ufficiali le sanzioni sono ancora più pesanti».

Il vero scopo del governo è quello di garantire una «tracciabilità» dell’accesso alle intercettazioni per garantire la privacy e scoraggiare le violazioni del segreto istruttorio. Ma tale sollecitudine non ha soddisfatto le opposizioni: né Antonio Di Pietro («il limite di 10 anni è una presa per i fondelli») né il ministro ombra degli Interni Marco Minniti («rischiamo una legge schizofrenica»).

Confermata infine l’introduzione del «giudice collegiale», ossia di un organismo composto da più magistrati (si pensa a una terna, ndr) che dovrà valutare se sia opportuno e necessario il ricorso alle intercettazioni. I pubblici ministeri non dovrebbero più poter chiedere l’autorizzazione a un solo gip, ma a un organismo collegiale.
A ulteriore tutela della riservatezza delle persone intercettate ma non indagate si pensa all’istituzione di un archivio riservato nel quale custodire il testo delle intercettazioni. Si tratta di una proposta del presidente della commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, ripresa a sua volta dal ddl Mastella. Resta sempre in piedi l’ipotesi di fissare la durata massima dell’ascolto degli indagati a 3 mesi. Allo stesso modo, si era studiata la possibilità di trascrivere solo le parti penalmente rilevanti delle intercettazioni, selezionate in un’udienza dalle parti.

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=268529

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• Friday 13 June 2008 - Gli attacchi alla “casta” non piacciono ai prelati

Inviato in attualità
di Lo Svizzero

Il pianeta vaticano è assai più variegato di quanto si immagini. Ma è anche assai disciplinato e tutto sommato univoco, il che non esime dal fatto incontrovertibile che pullulino, più spesso di quanto si creda, boatos non di rado pilotati e anche maliziosi che non risparmiano un poco tutti gli abitanti di quel perimetro ispirato al sacro. Perfino il pontefice è talvolta sfiorato da valutazioni non sempre positive e meno che mai cerimoniose, che non toccano tuttavia il merito del suo magistero. Ad esempio, l’incidente della citazione patristica fatta a Ratisbona con intenti non antimusulmani, che tuttavia sono apparsi tali, pare che abbia lasciato il segno anche nel popolo vaticano. Altrettanto dicasi per quella specie di “investitura”, sia pure indiretta, concessa al premier italiano Berlusconi: qualche frequentatore dei così detti “sacri palazzi” potrebbe avere obiettato che con quella accoglienza si sarebbe rischiato di andare eccessivamente avanti nelle espressioni e nei gesti decisamente “positivi” rispetto alle norme sino a oggi seguite nei non sempre facili rapporti fra la Santa Sede e l’Italia. Per tacere dell’aperta simpatia ratzingeriana per George W. Bush, accolto come un ospite quasi familiare nei giardini vaticani et ultra, al termine della sua visita a Roma.
E’ stato quasi, quello, una sorta di patto d’incenso tra il papa tedesco e il presidente americano. Siffatte relazioni decisamente strette potevano dar luogo, da parte di taluni curiali, a una valutazione non eccessivamente positiva della diplomazia ratzingeriana.
Ma tali voci badano bene a serpeggiare sotto traccia, onde presentare agli occhi del mondo un Vaticano monolitico alla massima potenza e dunque in grado di far pesare la sua influenza senza alcun tipo di deviazioni. Questo comportamento salta agli occhi degli osservatori più attenti quando, ad esempio, qualche prelato tra i più stimati dice la sua nei confronti di alcuni provvedimenti o anche di offensive mediatiche che la fanno da padrone in Italia. E’ il caso della grande fortuna dell’offensiva nei confronti della così detta “Casta” dei politici, che dietro il Portone di bronzo non è stata vista con favore. Ne ha parlato fuori dai denti uno dei più quotati esponenti curiali, monsignor Rino Fisichella, per il quale si profetizza non soltanto il cardinalato, ma anche la Prefettura dell’ex Sant’Uffizio: a lui gli attacchi alla “Casta” non vanno proprio giù.

L’espressione “Casta” non gli piace perché trova “ingiuste” certe etichette. Una difesa d’ufficio nemmeno richiesta e tutto sommato piuttosto vaga, che però rientra alla grande nel nuovo corso chiaramente “buonista” che connota gli attuali rapporti italo-vaticani. Questi, a dirla tutta, guardano alle ripercussioni di tali attacchi, i quali potrebbero influenzare anche la vecchia Europa e i suoi rappresentanti. Che rischierebbero di essere squalificati come membri di un’altra e magari anche peggiore “Casta”, cui però potrebbe essere assegnato il compito di riconoscere e difendere le “radici cristiane” del vecchio Continente. E poi, ha polemicamente reagito un prelato che sa tutto sulla storia della Chiesa, “il Medioevo non si può buttare nel cestino”.
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Faccia a Faccia Prodi - Berlusconi

Il Faccia a Faccia tra Prodi e Berlusconi per le elezioni politiche 2006, si è trasformato in un vero e proprio duello, tanto che i due leader dell'Ulivo e Forza Italia, durante il fuori onda, sono arrivati a darsele di santa ragione! Anche questa volta Bruno Vespa è il conduttore e giudice dell'incontro. E allora scegliete il leader che volete supportare e iniziate questo confronto ...ehm ...politico. Controllate il vostro personaggio utilizzando le FRECCE direzionali, e il tasto Q in combinazione con esse per sferrare i pugni; usate i tasti A per calciare e Z per parare i colpi dell'avversario. Divertitevi inoltre a scoprire le varie combinazioni... e provate ad utilizzare il tasto S. :-)

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